Blockcha-In Toscana, quali sviluppi futuri? Intervista al Dott. Marco Zanussi

Lo scorso giovedì 13 maggio OSItalia ha partecipato come relatore all’evento online Blockcha-In Toscana, organizzato dal Dott. Marco Zanussi che per primo ha avuto l’idea di creare un momento di confronto sullo stato dell’arte riguardo alla tecnologia blockchain nella nostra regione, facendo incontrare l’Università degli Studi di Firenze e il mondo dell’imprenditoria.

OSItlia da anni ha molto a cuore la tecnologia blockckchain e le sue enormi potenzialità in tutti i settori industriali, con particolare attenzione al mondo agro alimentare. Fenomeni come la contraffazione alimentare e il cosiddetto “italian sounding” arrecano all’economia italiana un danno enorme, aggirabile grazie a questa formidabile tecnologia.

Abbiamo chiesto al Dott. Zanussi di raccontarci il progetto Blockcha-In Toscana e quali saranno gli sviluppi futuri nell’ottica di una proficua collaborazione tra il mondo accademico e della ricerca e quello delle aziende.

Che cos’è il progetto Blockcha-In Toscana e com’è nata l’idea di accendere una luce sulle potenzialità della tecnologia?

Blockcha-In Toscana è un progetto nato circa 4 anni fa dalla voglia di approfondire lo stato dell’arte sulla blockchain, argomento al quale mi stavo affacciando con interesse per la prima volta. Dopo aver seguito un convegno sulla tematica blockchain a cura del Professor Vincenzo Vespri dell’Università degli Studi di Firenze, il mio interesse è cresciuto ed ho iniziato a intessere una rete di contatti utili fino ad arrivare all’incontro con il Professor Filippo Zatti, coordinatore di Babel (osservatorio sulle applicazioni economiche, giuridiche ed aziendali legate all'intelligenza artificiale e alla blockchain) dell’UniFi.

Da quel momento, abbiamo lavorato intensamente fino ad arrivare al convegno che si è tenuto lo scorso giovedì 13 maggio, al quale ha partecipato anche OSItalia insieme a tante altre aziende. Il primo di quelli che spero saranno tanti altri appuntamenti.

Che importanza ha la sinergia tra il mondo accademico e quello delle aziende nell’ambito del progetto?

La sinergia tra questi due mondi a mio vedere è fondamentale. Lo stato dell’arte e il posizionamento delle aziende, hanno dimostrato che un luogo congiunto di studio e sviluppo è il modo migliore per consolidare l'adeguato valore di questa rivoluzione tecnologica, ma anche socio-economica.

Volendo, una rivoluzione che potrà essere anche culturale: gli impatti derivanti potrebbero essere intensi.

Quali sviluppi futuri?

L’intenzione per il futuro è senza dubbio quella di arricchire quanto ad oggi esiste già, come il progetto vincente realizzato da OSItalia con TrustedChain ad esempio, e invitando come prima cosa le imprese relatrici dell'evento a far parte di questo “movimento” di ricerca e sviluppo.

Dopo aver iniziato a condividere informazioni, risorse, conoscenze e linee di sviluppo, a mio parere sarebbe fantastico iniziare a individuare esigenze specifiche e sviluppare soluzioni mirate (ad esempio per start-up innovative), secondo il modello della coopetizione.

Sicuramente la mia intenzione è quella di portare avanti ed approfondire il progetto in ogni sua forma, certo che porterà grandi risultati grazie all’aiuto e l’esperienza di Università ed aziende.

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